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In ricordo di Matteo Pizzigallo

Nei giorni scorsi, dopo una terribile malattia combattuta con coraggio e dignità, è venuto a mancare il collega Matteo Pizzigallo. Nell’attesa di poterlo onorare in maniera più degna e completa, è parso doveroso ricordarlo sul sito della nostra Società.
Nato nel 1950 a Martina Franca, Matteo Pizzigallo aveva compiuto i suoi studi universitari all’ateneo di Roma La Sapienza, ove era stato allievo di Renato Mori, divenendo poi assistente presso la stessa università romana. Nel 1981 si era trasferito all’Università di Bari, ove era divenuto professore associato di Storia dei partiti politici, cominciando a insegnare anche Storia delle relazioni internazionali. I suoi interessi rispecchiavano l’attenzione verso la storia dell’Italia in periodo fascista, le questioni economiche e i loro riflessi in ambito internazionale. Contemporaneamente al suo passaggio all’ateneo pugliese compariva la sua prima opera, Alle origini della politica petrolifera italiana 1920-1925 (Milano, Giuffrè, 1981), a cui faceva seguito il volume L’Agip degli anni ruggenti 1926-1932 (Milano, Giuffrè, 1984). Alcuni anni dopo egli completava questa “trilogia” sulla politica energetica italiana nel periodo fascista con lo studio La politica estera dell’Agip 1933-1940. Diplomazia economica e petrolio (Milano, Giuffrè, 1992), che segnava il suo pieno inserimento nell’ambito scientifico della Storia delle relazioni internazionali. Proprio nell’anno accademico 1992/1993 veniva chiamato a ricoprire l’insegnamento di questa disciplina presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Federico II di Napoli, dove a partire dal 2001 diveniva ordinario della materia. Nel frattempo i suoi interessi si erano indirizzati verso lo studio della politica estera dell’Italia repubblicana nei confronti dell’area mediterranea e del Medio Oriente, tra l’altro coordinando progetti di ricerca e pubblicando vari contributi su questo argomento. A tal proposito è possibile ricordare La diplomazia dell’amicizia. Italia e Arabia Saudita (1932-1942) (Napoli, ESI, 2000); La diplomazia italiana e i paesi arabi dell’oriente moderno (1946-1950) (Milano, Franco Angeli, 2008); nonché una serie di testi da lui curati, quali: L’Italia e il Mediterraneo orientale (1946-1950) (Milano, Franco Angeli, 2004) e La politica araba dell’Italia democristiana. Studi e ricerche sugli anni Cinquanta (Milano, Franco Angeli, 2012). Negli ultimi tempi la sua attenzione si era rivolta a temi più recenti, pubblicando, in collaborazione con Alessandra Frusciante il volume Sulla via di Samarcanda. Le relazioni fra l’Italia e le repubbliche ex-sovietiche dell’Asia Centrale (Roma, Bordeaux, 2014).
Accanto alla ricerca, la partecipazione alla vita accademica, in particolare la didattica, ha rappresentato per Matteo Pizzigallo un aspetto altrettanto importante della sua attività di docente universitario. Nell’insegnamento egli ha saputo instaurare nei vari atenei ove ha operato un rapporto particolarmente positivo con i suoi giovani allievi, coniugando serietà e umana partecipazione e riscuotendo sempre consenso e ammirazione presso gli studenti. Egli ha inoltre avuto al suo attivo significative esperienze di docenza presso la Libera Università Santa Maria Assunta (LUMSA) di Roma, nonché l’Accademia dell’Aeronautica Militare di Pozzuoli.
Questo breve ricordo non sarebbe completo se non si citasse l’impegno civile di Matteo Pizzigallo. Nel periodo romano egli fu particolarmente vicino ad Aldo Moro, che Matteo Pizzigallo avrebbe continuato a considerare sempre come un punto di riferimento, non solo politico ma anche sul piano morale. E’ significativo che Moro ebbe modo di ricordare con affetto l’allora giovane studioso in alcune delle lettere redatte durante la prigionia delle Brigate Rosse. Successivamente Matteo Pizzigallo ha preso parte alle vicende dell’ambiente politico e culturale napoletano, in particolare nel contesto della Fondazione Mezzogiorno Europa, collaborando con personalità quali Giorgio Napolitano e Umberto Ranieri. Egli è stato anche giornalista pubblicista, collaborando tra l’altro alla “Gazzetta del Mezzogiorno” e a trasmissioni di RaiTG1-unomattina.
Al di là di tutto ciò e della sua attiva presenza fin dalla fondazione nell’ambito della SISI, ci è caro ricordare Matteo per la sua grande umanità, per il suo fare ironico e a volte scanzonato, per la carica di spontanea simpatia che la sua personalità emanava. La sua scomparsa lascia in tutti noi un grande vuoto.

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Settimo Convegno Nazionale Sisi

Milano 8 e 9 giugno

Il VII Convegno nazionale della SISI si è svolto l’8 e il 9 giugno 2018 presso il Dipartimento di Studi internazionali giuridici e storico-politici dell’Università degli Studi di Milano (Facoltà di Scienze politiche, economiche e sociali, via Conservatorio 7).
Si sono tenute sessioni parallele di panel nella giornata di venerdì 8 e nella mattinata di sabato 9 giugno.

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