Daniele Pompejano, Divergenze americane nella grande recessione, Milano, Bruno Mondadori, 2017

Si segnala l’uscita del volume di Daniele Pompejano, Divergenze americane nella grande recessione, Milano, Bruno Mondadori, 2017.

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Descrizione

“Quando lo sviluppo del capitalismo diventa un sottoprodotto dell’attività di un casinò di giuoco, è probabile si commettano errori”,  scriveva J.M.Keynes ottant’anni fa.
La Grande Recessione del 2007 quella profezia la avvera. Una crisi radicalmente diversa da quella degli anni Trenta, e anche dalla crisi del debito degli anni Ottanta. L’origine meno prossima: il mercato del dollaro – merce rara ma assai appetita sin dal 1944 – e il mercato finanziario dagli anni Ottanta all’attacco alle Torri Gemelle.
Una riconvergenza pare manifestarsi fra paesi sviluppati e aree arretrate nella crescita economica e nei sistemi democratici. Se si esamina l’America Latina e la si confronta con gli USA, la divergenza però si ripropone ma capovolta: un ciclo di crisi si abbatte sui paesi più sviluppati, mentre le economie emergenti crescono. Il Brasile detiene addirittura quote del debito statunitense.

Daniele Pompejano è professore ordinario di Storia e istituzioni delle Americhe all’Università degli Studi di Messina. Studioso di etnostoria, di storia sociale ed economica per l’epoca coloniale e repubblicana, è autore di opere apparse in America Latina e Stati Uniti. Tra le pubblicazioni: Storia e conflitti del Centroamerica. Gli Stati d’allerta (Giunti, Firenze 1991), Popoya. Storia di un pueblo maya. Secoli XVI-XIX (Rubbettino, Soveria Mannelli 2004) e L’America Latina contemporanea. Tra democrazia e mercato (Carocci, Roma 2006).

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